Nell' estate del 2006 ho fatto un viaggio a in Kenia, spinto dalla curiosità della mia compagna, Cristina e dall'invito di due miei carissimi amici, Paolo e Filippo, che vivono e lavorano nella capitale Nairobi.
Paolo é un tecnologo alimentare e nutrizionista originario di Firenze, lavora per un'azienda inglese (Valid) e si occupa di progetti sulla malnutrizione e di aids nei paesi in via di sviluppo. Filippo é invece geologo e a Naiorbi lavora per una società che elabora mappe satellitari.
La "slum" Kibera
Era la seconda volta che andavo in Africa e ma l'impatto con la realtà del Kenia è stato comunque molto forte.
Nairobi é la terza città africana per numero di abitanti e uno dei centri economici più importanti del continente.
Come molte realtà dell'Africa vive tante contraddizioni. La ricchezza della città e la povertà si incontrano sempre e ovunque.
Accompagnati da Ken, un giovane ragazzo che abbiamo conosciuto attraverso Paolo e Filippo, io e i miei compagni di viaggio abbiamo avuto la fortuna di girare per le vie di Kibera, la baraccopoli di Nairobi che é anche la più grande dell'Africa.
Kibera é una "slum" (baraccopoli) di 800,000 persone che vivono in gravi condizioni di miseria e malnutrizione, dove l'aids la fa da padrona. La povertà e la mancanza di igiene fanno parte della quotidianità dei suoi abitanti, mentre a noi occidentali appaiono come situazioni quasi irreali e distanti dalla realtà di tutti i giorni.
Le bambine di Suor Rosaria
Dopo la visita allo slum abbiamo passato una giornata con Suor Rosaria, una suora salesiana che vive in Africa da 25 anni.
Suor Rosaria raccoglie le bambine (nell'agosto 2006 erano 35) orfane di madri malate di Aids, le accoglie e le ospita nella sua casa, dove cerca di offrire loro una vita migliore e l'affetto di una famiglia che non hanno, vivendo solo grazie alle donazioni dei suoi amici italiani e di qualche commerciante di Nairobi.
Personalmente sono stato molto colpito da Suor Rosaria e ho deciso di darle una mano raccogliendo fondi per sostenerla nella riuscita dei suoi progetti (sta costruendo una scuola). Ad esempio per Natale 2006 io e il personale di Biolab abbiamo rinunciato ai soliti regali e devoluto il nostro contributo alle bambine di Nairobi.
Al mio appello si sono uniti:
Veronica (13 anni), Leonardo (10) e Rebecca (7) che hanno rinunciato ai loro regali di natale per aiutare dei bambini meno fortunati di loro.
La Sig.a Carina del Naurasì di Trieste/Udine/Monza.
Una amica, con una donazione privata.
Una società che opera nel settore dei prodotti da agricoltura biologica.
Sono stati raccolti circa 2250 euro.
SE VOLETE UNIRVI
A QUESTA INIZIATIVA SAREI BEN LIETO DI DARVI TUTTE LE INFORMAZIONI
IN MERITO.
TUTTO
IL DENARO RACCOLTO VIENE VERSATO SUL CONTO CORRENTE DELLE BAMBINE
DI SUOR ROSARIA.
per informazioni:
massimo.santinelli@biolab-eu.com
Le strade di Kibera

I bambini di
Kibera
Le bambine di Suor Rosaria



Vedute
di Kibera 
