Nutrire gli altri con amore e cura: la storia di Biolab

In: Storia | Data: 15 Dicembre 2015

La storia di Biolab incomincia a Gorizia nel 1991 quando a 27 anni Massimo Santinelli, spinto dalla grande voglia di fare, decide di sperimentare in altra modalità la scelta che gli ha cambiato la vita. Da ragazzo, aveva assorbito con rigore i principi del vegetarismo e della macrobiotica. Prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione aveva riportato, dopo seri problemi, la salute nella sua vita. Da questa consapevolezza nasce la sua visione: “Nutrire gli altri con amore e cura” è da allora l’obiettivo che lo guida.

Biolab viene fondata come un piccolo laboratorio alimentare che produce alimenti di origine vegetale provenienti da agricoltura biologica certificata. Dire tofu e seitan, a quel tempo, significa citare alimenti sconosciuti ai più: anche all’ufficio licenze dove il giovane si reca per avviare l’attività, tra sorpresa e perplessità degli addetti sull’oggetto della produzione da intraprendere.
È una piccola nicchia nel cui valore, però, Massimo Santinelli crede fermamente: vi investe energie e risorse con tenacia e umiltà.

Nel 1993 Biolab instaura una proficua collaborazione con Ecor, il principale distributore italiano di prodotti biologici nei negozi specializzati. Un legame destinato a perdurare e rinsaldarsi, perché, proprio nei punti vendita NaturaSì e Cuorebio, si trovano oggi in tutta Italia i prodotti Biolab, riconoscibili nei banchi frigo dal packaging con l’inconfondibile tassello viola e la scritta bianca.

massimo-santinelli-biolab

Nel 1996 prendono avvio le vendite a marchi terzi nella grande distribuzione organizzata su tutto il territorio italiano: un impegno che proietta Biolab verso volumi di produzione via via più consistenti.

Anno dopo anno, l’impresa cresce. Nel 2003 Biolab si trasferisce nella sede sita in una laterale di via del Montesanto a Gorizia. Il confine italo-sloveno è a neanche 500 metri di distanza. Il monte Sabotino, sfondo di aspre battaglie nella Prima guerra mondiale, domina lo scenario naturale. Il fiume Isonzo, anch’esso teatro della Grande Guerra, scorre poco lontano.

Alla Biolab si lavora sodo: sono anni molto impegnativi, la piccola azienda lavora con costanza e determinazione, producendo alimenti dall’alta manualità artigianale che contribuiscono a costruire la reputazione dell’azienda e ad accompagnarla, ancora in modo inconsapevole, verso la grande trasformazione che, pochi anni dopo, si palesa (continua…)